Il Gatto e l’Uomo nella Storia

Le origini del gatto ed il periodo della sua domesticazione sono problemi ancora molto discussi benché abbiano interessato da lungo tempo l’uomo. Anticamente si erano ricercate spiegazioni leggendarie e fantasiose: gli ebrei credevano si fosse originato dalle narici del leone imbarcato sull’arca di Noè e fosse un dono di Dio per arginare l’opera distruttrice dei topi che saccheggiavano le provviste di bordo; i greci pensavano fosse stato creato dalla dea Artemide (la dea Diana dei latini); gli arabi erano invece convinti che si fosse originato dall’accoppiamento tra un maschio di scimmia ed una leonessa: dal primo avrebbe acquisito la curiosità, la mimica ed il gusto per il gioco, dalla seconda l’aspetto esteriore, l’eleganza e la fierezza del comportamento; nel medioevo si pensava che il gatto fosse un individuo diabolico, compagno dei maghi e delle streghe nei loro sortilegi. Ancora oggi permangono superstizioni residue di questo periodo storico che ritengono per esempio il gatto nero apportatore di sfortuna ed il gatto tricolore apportatore invece di fortuna. In tempi più recenti, mediante l’interpretazione di graffiti, il ritrovamento di reperti fossili e citazioni di antichi testi, si sono ricercate spiegazioni più convincenti e razionali della domesticazione del gatto. Essa si è attuata in un periodo di tempo molto lungo (probabilmente migliaia di anni): sono state trovate tracce di gatti domestici o semidomestici risalenti a 7000 e 6000 anni a.C.; verso il 4000 a.C. era allevato sicuramente in Egitto, ove era particolarmente curato e, in certi periodi, venerato come divinità; chi ne provocava, anche involontariamente, la morte era condannato alla pena capitale: i gatti morivano quindi per lo più di morte naturale e, come le persone importanti, venivano imbalsamati. Si sono rinvenuti dei veri e propri cimiteri di gatti di cui alcuni, veramente imponenti, contenevano fino a 180 000 mummie. È curioso notare come anche per i gatti si predisponessero delle vivande nelle tombe per facilitare il viaggio nell’aldilà, in particolare topi imbalsamati.
Una delle ragioni più valide addotte per spiegare la venerazione degli antichi egizi per il gatto consiste nella constatazione dell’importanza che esso rivestiva nella difesa dei granai e delle derrate alimentari dai topi. L’estensione dell’allevamento del gatto anche presso altri popoli è dovuta senz’altro, in gran parte, a questi motivi. Ciò non esclude che fosse molto gradito anche come animale da compagnia, come dimostrano numerose incisioni che lo ritraggono assieme al padrone e alla padrona in atteggiamento confidenziale o scherzoso. In alcuni periodi divenne addirittura simbolo di bellezza e perciò imitato dalle donne, particolarmente con il trucco degli occhi.
L’introduzione in Europa avvenne con ogni probabilità ad opera dei fenici che lo contrabbandarono dall’Egitto che ne aveva proibita l’esportazione. Inizialmente a Roma era tenuto esclusivamente dai ricchi che lo consideravano un animale ornamentale, simbolo di prestigio sociale. Successivamente, incrociandosi con soggetti selvatici, riacquistò le primitive attitudini di cacciatore di topi per cui fu diffuso dai legionari romani nell’Europa occidentale ed in Gran Bretagna.
Da allora, superati i pregiudizi e le superstizioni derivate dall’oscurantismo medievale, che vedeva il gatto portatore di sfortuna, immagine del diavolo e, nella migliore delle ipotesi, portatore di malattie, il gatto si è conquistato lentamente un posto di tutto rilievo nelle nostre case e… nei nostri cuori, arrivando a “minacciare” la supremazia del cane. Va sfatata anche l’opinione diffusa, entrata nei detti popolari, che la sua convivenza con il cane rappresenti un problema. Da tempo non sono più in competizione alimentare e se cresciuti assieme non hanno nessuna difficoltà a diventare addirittura compagni di giochi. Non dimentichiamo che il gatto si adatta molto meglio allo stile di vita contemporaneo, ben si adatta a spazi limitati come lo sono le nostre abitazioni, non richiede di essere portato in passeggiata anche se ovviamente gradisce la possibilità di accedere ad uno spazio aperto.
E’ insomma un animale più facile da gestire, e questo ha determinato recentemente il suo successo.

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